08 giugno 2009
Io e Fabio Concato cantiamo insieme "A Dean Martin"
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6/08/2009 02:17:00 AM
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21 maggio 2009
Fuori uno
ADESSO VAI A ZAPPARE LA TERRA, PARASSITA CON LA PARRUCCA!!!
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5/21/2009 10:51:00 PM
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Beati loro
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5/21/2009 02:56:00 PM
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19 maggio 2009
Perché dico sì all'articolo 50-bis introdotto nel pacchetto sicurezza
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5/19/2009 02:08:00 PM
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15 aprile 2009
Forse non mi sono spiegato
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4/15/2009 03:59:00 PM
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14 aprile 2009
ATTENZIONE
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4/14/2009 01:42:00 PM
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28 marzo 2009
Circonvenzione di incapace per una giusta causa
Saponetta canta: “…Adesso sembriamo due amici, adesso noi siamo felici ,si litiga quello è normale, ma poi si fa sempre l’amore…”Io: “Ma, scusa, tu lo sai cosa vuol dire “fare l’amore”?”Saponetta: “Certo!”Io: “Ah sì? E spigamelo un po’?”Saponetta: “Significa “fare sesso”!”Ride maliziosa. Mi tremano i polsi. Vado o non vado a fondo? Glielo chiedo? Sì o no? Sì.Io: “Eh…cioè…cosa intendi per “fare sesso”?”Saponetta: “Ma come, non lo sai?”Io: “lo so eccome. Ma spiegamelo meglio tu, grazie”.Le gambe mi fanno “giacomo giacomo”, sto per svenire. Mi siedo in pizzo al letto, deglutisco il nulla, le mani che sfregano nervosamente i jeans, attendo.Saponetta: “Fare sesso significa mettersi nel letto, nudi, e baciarsi”Io: “E basta?”Saponetta: “E basta sì, perché, che c’è da fare?”Io: “Niente, assolutamente niente. E comunque fare sesso è peccato e porta pure sfiga!”Saponetta : “Oddio, ba’! allora se porta sfiga io non lo voglio mai fare! C’ho paura!”Io: “E fai bene!”Il fine giustifica i mezzi. O no? Che verme che sono.
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3/28/2009 10:27:00 PM
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23 marzo 2009
Mi sono dimesso ma non lo sapevo
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3/23/2009 04:16:00 PM
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02 febbraio 2009
Mi prendo un po' di tempo
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2/02/2009 04:05:00 PM
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26 dicembre 2008
Frammenti
Il Natale è appena passato (Deo gratias), il giorno più ipocrita dell'anno si è finalmente sciolto come un bel pupazzo di neve al sole (sono a corto di metafore, sorry). Sono figlio di genitori separati, non posso permettermi il lusso di prendere sul serio alcuna ricorrenza. Quando cresci in un ambiente familiare a dir poco desolante, ogni giorno è identico a quello passato e a quello che verrà. Non esistono giorni rossi sul calendario.
Ho fatto il pacco postale fino all'età di 18 anni. Su e giù tra le Marche e l'Abruzzo a bordo di un autobus giallo (numero 1) che arrivava sempre con 10 minuti di ritardo. Ricordo quei maledetti posti a sedere che avrebbero appiattito il culo anche a chi non ne aveva. Io e mia sorella prendevamo il torpedone ogni sabato alle 16.30. Passavamo il week end da mio padre che puntualmente si faceva i cazzi suoi e ci lasciava con mia nonna. Rigida maestra elementare nel primo dopoguerra e moglie di un valoroso combattente fascista, nonna Giovanna nutriva verso me e mia sorella la vana speranza che un giorno saremmo riusciti a concludere qualcosa di buono nella vita, non come quello scavezzacollo del figlio.
È durante quei fine settimana che iniziai a capire come la mia vita sarebbe stata accompagnata per sempre da una vasta ombra di malinconia, una profonda inquietudine con cui, volente o nolente, avrei dovuto convivere per il resto dei miei giorni. E così, prima dei 10 anni, cominciai a commuovermi nel sentire il profumo dell'erba bagnata, al rabbuiarsi del cielo, al contemplare l'immenso giardino cosparso di croccanti foglie autunnali, all'abbaiare lontano di un cane, al frinire delle cicale nelle calde notti d'estate, all'amore per il particolare che sfugge ai più.
Perché, vedete, se la pioggia pone delle domande, la goccia che scivola lenta sul vetro della finestra può condurre alla pazzia.
Sono morto già diverse volte. Io muoio spesso, è un vizio difficile da sradicare. La prima volta fu quando pronunciai la mia prima bestemmia. Ero immerso nella terra umida di un campo di pitosfori e osservavo il cielo arrossire. E dentro di me questa irrequietezza che mi torturava e mi comandava di imprecare ad alta voce, di infrangere il primo comandamento. "Dilla! Dilla!". Chiudevo gli occhi così forte come a scacciare via quella voce mentre dentro di me rispondevo a quell'imperativo diabolico con un "No!" disperato. Alla fine, stremato, tremante e con le lacrime agli occhi, mi voltai verso il sole calante e gridai con tutto il fiato che avevo nei polmoni: "porco dio!". Mi lasciai cadere sulle ginocchia, chinai il capo in avanti, abbandonai le braccia luogo i fianchi e cominciai a piangere disperato. Fu in quel preciso momento che capii quale sarebbe stato il mio destino.
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12/26/2008 12:37:00 AM
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22 dicembre 2008
Invito alla riflessione
Carissima, non bastano due telefonate per giudicare la vita di un uomo. Tu fai come quei bigotti che desumono la condotta di vita di un peccatore dal peccato commesso. Come se una mignotta non potesse un giorno desiderare una famiglia. Come se un ladro non potesse un giorno decidere di smettere di razziare. I tuoi preconcetti puzzano d'incenso. Li trovo disgustosi. E non fanno onore alla tua intelligenza. Ti invito a riflettere.
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12/22/2008 07:18:00 PM
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Per non farsi del male
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12/22/2008 07:12:00 PM
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Ancora qui
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12/22/2008 07:11:00 PM
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21 dicembre 2008
Questa è sfiga
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12/21/2008 03:36:00 PM
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18 dicembre 2008
Perché?
Questo post è una domanda. Se due persone (un uomo e una donna) si dichiarano amiche, ma poi tra loro nasce qualcosa e una delle due (la donna) decide di non volere nulla di più perché timorosa di soffrire a causa del presunto comportamento da “stronzo” di lui, ma nonostante ciò è certa che frequentandolo assiduamente potrebbe cedergli, e per tanto cerca di evitare tutte quelle situazioni in cui potrebbe trovarsi da sola con il tipo, questa donna, mi domando, non sta sbagliando? Non può essere invece che il ragazzo sia in realtà tutto fuorché quello che la ragazza pensa di lui? E in questo caso, perché la tipa non dovrebbe permettergli di smontare pezzo per pezzo i suoi stupidi pregiudizi? Perché?
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12/18/2008 01:57:00 PM
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